Knot

Cyril Lancelin
2017

Scultura gonfiabile

Enormi installazioni dai colori accesi e impressionanti sculture geometriche interattive, sono la cifra stilistica di Cyril Lancelin.

Knot, come riporta il suo stesso titolo, è un’installazione che si ispira ad un nodo di maglia, il nodo trifoglio, una forma primitiva su cui si modella il disegno della struttura tridimensionale; una linea di cui non si ha percezione dell’inizio e della fine ma solo del suo sviluppo.

Con questa installazione Cyril Lancelin permette di esplorare lo spazio in modo nuovo: i confini di separazione creati dalla sua opera portano lo spettatore ad interagire ed immergervisi, mentre il volume non permette una visione d’insieme dello spazio circostante. L’esperienza vissuta dal pubblico è una componente essenziale dell’approccio dell’artista: la forma labirintica stimola ad intraprendere direzioni ignote, superare i possibili ostacoli, smarrirsi e farsi sorprendere fino a incappare, quasi per caso, sulla strada giusta. Il colore rosso, in pieno contrasto con l’ambiente che lo ospita, permette di alienarsi dalle proprie percezioni abituali. Attraverso questa esperienza immersiva, architettonica e artistica, è possibile apprendere interessanti alternative alle partizioni che solitamente compongono gli spazi.

 

Biografia

Cyril Lancelin sviluppa un lavoro ibrido fatto di sculture, installazioni immersive, disegni, esperienze virtuali e video che creano legami tra il fisico e il fittizio. È da un vocabolario plastico basato sulla geometria primitiva che collega l’architettura e il corpo umano, il quotidiano e il funzionale, il perenne e l’effimero, la scienza e la natura. Ha iniziato la sua carriera negli anni ‘90 lavorando per studi di architettura e artisti a Parigi e Los Angeles, utilizzando tecniche di modellazione 3D e immagini virtuali, dopo questo periodo nel 2016 ha aperto un suo studio, Town and Concrete. Attualmente la sua ricerca si concentra anche sulla Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata, per l’esplorazione delle diverse dimensioni del reale. La sua pratica è plasmata dall’immersione e dal movimento, dall’innovazione, dalla ricerca di un mondo che è per metà virtuale e matematico e per metà reale. Ha realizzato le sue installazioni in occasione di vari eventi in giro per il mondo, dalla Cina all’Europa, dai Paesi Arabi all’America. Le nozioni di ripetizione e generazione parametrica sono temi ricorrenti nel suo lavoro. Anticipa il nostro passaggio in un mondo di dati moltiplicati e condivisi.

Una produzione